Storia di R.M.
La storia di R.M. è la storia di una donna che ha subito tanto a causa del suo amore..
''Non posso mica rinfacciarti tutti i treni che ho preso per vederti e tutti i baci che ti ho dato. Non posso mica riprendermi i libri che ti ho regalato e le parole che ti ho dedicato. Non posso mica chiamarti e dirti che ti odio. Non posso chiamarti e basta. E non posso certo incolparti per tutte le volte in cui ti ho perdonato senza che tu mi chiedessi di farlo. Non posso cancellare dalla tua mente l'immagine della me vulnerabile, sciatta, stanca, incazzata. Non posso chiederti di restituirmi il piacere che ti ho fatto provare e non posso attaccarmi al tuo campanello solo perché io ti amo tanto e tu mi vuoi bene, ma nemmeno troppo. Però posso provare a lasciarti indietro. A sentirmi bella anche senza camminarti accanto. Per quanto abbia creduto che potessi bastarmi, che potesse andarmi bene anche così, a metà, con la testa molto spesso altrove, con le mani chissà dove, con gli occhi spenti e per quanto mi senta vulnerabile adesso che i miei capelli non sono più resistenti come un tempo e non sono più brava con la dolcezza e i con i sentimenti, a volte percepisco all'altezza del cuore qualcosa che mi spinge a ballare anche senza musica, qualcosa che mi spinge a correre anche se non ho un luogo da raggiungere, qualcosa che mi fa sentire autorizzata a giocare, a scherzare, a mettere un rossetto acceso, ad attirare un po' l'attenzione.
Non è l'amore, non sempre d'amore si tratta.
Quello che sento si chiama forza.
Non posso cancellare niente, ma posso modificare questo quadro e trasformare una natura morta in una ragazza che sorride guardando i fiori sul suo comodino prima di uscire. Non posso togliere niente, ma posso aggiungere qualcosa. Uno scopo. Una finestra per guardare chi passa. Due occhi ancora capaci di interessarsi ad altro e non solo a te, non solo a te che in fondo non mi hai mai capito, che in fondo cosa ne sai di come cambia la mia voce quando canto e in che posizione dormo? Cosa ne sai della mia lista di cose da vedere, dei miei diari nascosti, delle calze autoreggenti che ho nell'ultimo cassetto perché non si sa mai? Cosa ne sai del casino che c'è nella mia borsa e dell'odore che ho appena esco dalla doccia? Cosa ne sai? E ti sei permesso di farmi piangere senza chiedermi scusa. Cosa ne sai di quanto tempo mi ci vorrà per stare meglio? Probabilmente tu avrai già dimenticato il mio nome quando io ancora mi volterò a vedere se ci sei ogni volta in cui sentirò pronunciare il tuo.
Ma io ballerò ancora, stanne certo.''
